La creatina non è solo per la „palestra“: cosa dice la scienza a chi corre e fa triathlon

Una recente rassegna sulla rivista Nutrients ha raccolto 38 studi sulla creatina negli sport di resistenza. La conclusione: incide poco sul lavoro aerobico „puro“, ma aiuta davvero gli sprint, il lavoro di forza e il recupero. Vediamo a chi serve e come assumerla.

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Ekaterina Gromova

Chiedete al corridore medio cosa pensa della creatina e molto probabilmente sentirete: „È roba da palestra, per mettere massa. A me, al contrario, il peso in più non serve proprio.“ Un mito comodo, ma superato. La creatina è davvero lo standard di riferimento per forza e potenza, eppure la scienza ha a lungo trascurato il suo ruolo negli sport di resistenza. Una nuova analisi di rassegna (scoping review) sulla rivista Nutrients (2026) fa ordine qui: gli autori hanno riunito 38 studi randomizzati dal 1996 al 2025. Spoiler: la creatina non riguarda il „correre la maratona più veloce“, ma ciò che accade intorno alla corsa: accelerazioni, lavoro di forza e recupero.

Cosa ha mostrato la rassegna

La conclusione principale e onesta: sulla resistenza aerobica pura – corsa uniforme, lunghe prove a cronometro, distanze da „fondista“ – l’effetto è debole e contraddittorio. Qui non bisogna aspettarsi miracoli dalla creatina.

Ma dove il segnale è stabile:

  • Sprint ripetuti e potenza ad alta intensità. È l’effetto più costante in tutta la mole di dati. La creatina si adatta meglio alle discipline dal ritmo spezzato: serie di accelerazioni, volate finali, lavoro „in potenza“.
  • Recupero e infiammazione. Il quadro è misto, ma una parte degli studi ha mostrato una riduzione dei marcatori dell’infiammazione – la proteina C-reattiva (CRP) e il fattore di necrosi tumorale (TNF-α). I marcatori del danno muscolare diretto si sono comportati in modo meno prevedibile.
  • Un esempio significativo – una corsa di 30 km. Il precarico di creatina (20 g/giorno per 5 giorni) ha frenato in modo evidente l’aumento dei marcatori dopo la gara: il TNF-α era inferiore di circa il 34 %, la prostaglandina E2 di quasi il 61 %, e l’aumento della lattato deidrogenasi (LDH) praticamente non c’è stato. In altre parole, dopo lo sforzo intenso l’organismo „bruciava“ meno.
  • Glicogeno. Un bonus pratico a parte: la combinazione „creatina + dieta ricca di carboidrati“ aiuta i muscoli a immagazzinare glicogeno in modo più attivo nella fase di recupero. Per le prove di più giorni e i microcicli fitti, si tratta letteralmente di riempire il serbatoio più in fretta per l’allenamento successivo.

A quali atleti di resistenza conviene

La creatina non è per tutti indistintamente, ma per compiti precisi:

  • Triatleti e corridori con un grande volume di lavoro intenso – ripetute, tratti in tempo, molta forza in palestra.
  • Chi si gioca la gara in volata – se l’esito dipende da uno scatto negli ultimi cento metri o da una serie di accelerazioni nel gruppo.
  • Ultra e atleti di più giorni – qui non passa in primo piano la „velocità“, ma il recupero e la capacità di sopportare carichi ripetuti giorno dopo giorno.
  • Sport di squadra e misti – dove la resistenza si combina con sprint e cambi di ritmo.

Se invece siete un „puro“ fondista il cui obiettivo è una corsa aerobica uniforme senza tratti esplosivi, il beneficio potenziale è più modesto, e la decisione va soppesata con consapevolezza.

Come assumerla

Forma. La creatina monoidrato è lo standard di riferimento. È la più studiata, costa poco e funziona non peggio delle forme „alla moda“ e costose. Non ha senso pagarle di più.

Protocollo. Due opzioni che funzionano:

  • Con carico: circa 20 g/giorno (5 g in 4 assunzioni) per 5–7 giorni, poi un mantenimento di 3–5 g/giorno. I muscoli si saturano in fretta – comodo prima di una gara precisa o di un ritiro.
  • Senza carico: subito 3–5 g/giorno. Il risultato è lo stesso, solo che il deposito si riempie più lentamente – in un paio o tre settimane. Più delicato per l’apparato digerente e più semplice dal punto di vista logistico.

È comodo assumerla insieme ai carboidrati (per esempio con un pasto) – questo migliora l’assorbimento.

Una precisazione sul peso. La creatina trattiene acqua all’interno dei muscoli, perciò nelle prime settimane il peso può salire – di solito nell’ordine di uno o due chili. Per un corridore non è grasso, ma grammi in più da portare per tutta la distanza. Se lottate per ogni secondo in un lungo lavoro aerobico, vale la pena tenere conto di questo compromesso; per il lavoro di forza e di sprint, al contrario, è piuttosto un vantaggio.

Limiti

Una rassegna è una mappa delle prove, non una ricetta. È importante ricordare:

  • Non è una pillola magica per la resistenza aerobica: se il vostro punto di forza è la corsa uniforme, l’effetto sarà minimo.
  • L’aumento di peso è reale e non sempre desiderabile per i corridori.
  • Miti sui danni. Le storie sui „reni distrutti“ non trovano conferma: nelle persone con reni sani la creatina a dosi ragionevoli è considerata sicura. Anche il mito secondo cui „la creatina asciuga e disidrata“ è fuori bersaglio: al contrario, trattiene l’acqua nelle cellule. (In caso di malattie renali croniche, qualsiasi integratore solo dopo aver consultato il medico.)

In sintesi

  • La creatina non è solo „da palestra“. Per gli atleti di resistenza è utile dove ci sono intensità, sprint e recupero, non nella corsa aerobica uniforme.
  • Sulla resistenza pura l’effetto è debole e contraddittorio; sugli sprint ripetuti e sulla potenza è stabile.
  • Aiuta il recupero: riduce l’infiammazione dopo gli sforzi intensi e, in combinazione con i carboidrati, accelera la risintesi del glicogeno.
  • Il monoidrato è lo standard di riferimento. Dose: carico di 20 g/giorno per 5–7 giorni oppure subito 3–5 g/giorno.
  • Il prezzo del biglietto è la ritenzione idrica e un piccolo aumento di peso. Per velocisti e atleti di forza è un vantaggio, per i fondisti puri un motivo di riflessione.
  • Le storie spaventose su reni e „disidratazione“ non sono sostenute dalla scienza.

Fonte: Creatine Supplementation in Endurance and Mixed-Sport Contexts: A Scoping Review of Performance, Recovery, and Body Composition. Nutrients, 2026; 18(11):1677. https://doi.org/10.3390/nu18111677