Proteine per la resistenza: 1,8 g/kg e perché servono al corridore, non al culturista

Una recente revisione su Sports Medicine (2025) ripensa le proteine per corridori e triatleti: non sono una questione di massa, ma di recupero, mitocondri e immunità. Traduciamo tutto in porzioni di pollo, ricotta e pesce.

MB
Maxim Belyaev

Chiedi a un fondista amatoriale che cosa conta di più nella sua alimentazione e quasi tutti risponderanno i carboidrati: gel, porridge, carico prima della gara. Le proteine, intanto, vengono silenziosamente archiviate come „cibo da palestra“ e trascurate per anni. Una nuova revisione su Sports Medicine (2025) capovolge questa logica: per un atleta di resistenza le proteine non riguardano il bicipite, ma il reggere i volumi, recuperare e diventare più veloci.

Perché un atleta di resistenza ha bisogno di proteine

Durante il lavoro prolungato il corpo non brucia solo carboidrati. Ossida amminoacidi a catena ramificata — la leucina in primis — direttamente dalla proteina muscolare. Queste perdite vanno reintegrate, altrimenti il recupero si inceppa.

Ma non si tratta solo di „tappare i buchi“. Le proteine servono per compiti ben più interessanti:

  • Mitocondri. Il tuo „motore“ aerobico è fatto di strutture proteiche che si rinnovano di continuo e crescono in risposta all’allenamento. Senza materiale da costruzione, niente adattamento.
  • Immunità. Nei blocchi intensi, una quota proteica adeguata aiuta a tenere lo stato immunitario e a non crollare ai primi raffreddori.
  • Equilibrio in deficit. Quando ti alleni in restrizione calorica, le proteine frenano la degradazione del tuo stesso muscolo.
  • Ossa e tessuto connettivo — anche questa è una faccenda di proteine, particolarmente importante per i corridori con il loro carico d’impatto.

In altre parole, le proteine non lavorano per la „massa“, ma per il recupero e la qualità dell’adattamento.

Quante ne servono

La cifra chiave della revisione per le normali giornate di allenamento è intorno a 1,8 g/kg al giorno. È circa il 50% in più di quanto serve a una persona sedentaria. Per un atleta di 70 kg fanno ~126 g di proteine al giorno.

Il problema è che l’assunzione reale tipica degli atleti di resistenza è di appena circa 1,5 g/kg. La maggior parte resta sistematicamente sotto.

Poi comincia la parte controintuitiva:

  • Nelle giornate di allenamento povere di carboidrati il fabbisogno sale a 1,95 g/kg.
  • Nelle giornate di riposo e recupero — fino a >2,0 g/kg. Sì, proprio nel giorno libero, non in quello di lavoro duro: il recupero e la ristrutturazione dei tessuti avvengono proprio quando non corri.
  • Nelle donne, in fase luteale del ciclo, il riferimento è un po’ più alto — intorno a 1,9 g/kg.

Come distribuirle nell’arco della giornata

Raggiungere la quota con un’unica cena gigantesca è una cattiva idea. La sintesi proteica muscolare si stimola meglio con porzioni uniformi distribuite su 3–4 pasti ogni 3–4 ore.

Riferimenti pratici dalla revisione:

  • Dopo il carico — una porzione di circa 0,5 g/kg (per 70 kg fanno ~35 g) per avviare la sintesi della proteina muscolare contrattile. In uno scenario povero di carboidrati bastano ~0,4 g/kg — che aiutano anche il recupero del glicogeno.
  • Prima di dormire — una proteina lenta. In uno degli studi analizzati, 45 g di caseina la sera aumentavano proprio la sintesi delle proteine mitocondriali nel corso di 7 ore di sonno dopo l’allenamento.

Ecco come si presenta nel piatto (valori approssimativi):

  • Petto di pollo, 100 g — ~30 g di proteine
  • Due uova — ~12 g
  • Ricotta, 200 g — ~34 g
  • Salmone o pesce bianco, 100 g — ~22 g
  • Lenticchie/fagioli, una porzione — ~9–15 g
  • Un misurino di proteine del siero — ~24 g

Mettere insieme 1,8 g/kg con cibo normale non è difficile: colazione con uova e ricotta, proteine a pranzo e a cena, una porzione dopo l’allenamento lungo e qualcosa a base di caseina la sera.

Un’alimentazione vegetale funziona, ma richiede attenzione: le fonti vegetali sono più povere di leucina e un po’ meno assimilabili, perciò i vegani dovrebbero prendere le proteine con un piccolo margine e combinare assolutamente le fonti (legumi + cereali + soia), invece di vivere di sole lenticchie.

E una cosa importante: le proteine non sostituiscono i carboidrati. Restano il carburante principale per il lavoro prolungato — le proteine li integrano, non li rimpiazzano.

Limiti

Vale la pena tenere a mente qualche riserva.

  • La maggior parte dei dati proviene da ciclisti e triatleti, e soprattutto da uomini. La fisiologia femminile è, su questo tema, una lacuna riconosciuta.
  • La distribuzione ottimale delle proteine attorno all’allenamento gli autori la definiscono onestamente poco studiata.
  • Il mito che „tanta proteina rovina i reni“ riguarda chi ha già i reni malati; per gli atleti sani non ci sono prove convincenti di danno. E il mito che „le proteine sono solo per la palestra“ questa revisione lo chiude definitivamente — per la resistenza non sono meno importanti.

In sintesi

  • L’obiettivo è intorno a 1,8 g/kg/giorno, non i soliti ~1,5 g/kg che la maggioranza non raggiunge.
  • Nelle giornate povere di carboidrati — fino a 1,95 g/kg, nei giorni di riposo — >2,0 g/kg.
  • Dopo il carico — una porzione di ~0,5 g/kg; distribuisci le proteine su 3–4 pasti ogni 3–4 ore.
  • La caseina prima di dormire sostiene il recupero e la crescita dei mitocondri durante la notte.
  • Per il fondista le proteine riguardano recupero, mitocondri, immunità e ossa, non la massa. I carboidrati, intanto, restano il carburante principale.

Fonte: Witard OC, Hearris M, Morgan PT. Protein Nutrition for Endurance Athletes: A Metabolic Focus on Promoting Recovery and Training Adaptation. Sports Medicine, 2025. https://doi.org/10.1007/s40279-025-02203-8